Più di 3 milioni di spettatori e quasi 23 milioni di euro di incasso solo nei primi 8 giorni di programmazione hanno posizionato Inside Out 2 al primo posto tra i titoli del 2024 (Inside Out, uscito nel 2015, aveva incassato in tutto 25,5 milioni di euro).
Questo strepitoso successo è dovuto al legame magico tra il pubblico italiano e Disney e Pixar e a come sono stati magistrali nel toccare in modo vivido e intelligente le corde di un pubblico di tutte le età.
Infatti, tutti ci identifichiamo nelle emozioni che prova la protagonista Riley: a Gioia, Paura, Rabbia, Tristezza e Disgusto, protagonisti del 1’ film, ora si sono aggiunti Ansia, Noia, Invidia e Imbarazzo.
Fin dai tempi di Ippocrate nell’antica Grecia, la teoria della “medicina umorale” riteneva che nel nostro corpo esistessero 4 “umori” – sangue, bile gialla, bile nera e flemma – e che erano questi a dare forma alla personalità e agli stati d’animo.
Le emozioni, per come le intendiamo oggi, hanno avuto origine con la nascita della scienza empirica verso la metà del Seicento, ma fu solo all’inizio dell’Ottocento che il filosofo Thomas Brown utilizzò il termine “emozione”.
Attribuire un nome indicava che stava nascendo un nuovo approccio, un metodo che utilizzava esperimenti e indagini anatomiche per osservare una vasta gamma di fenomeni e di reazioni.
Secondo Freud le emozioni provenivano da un nucleo antico centrale e facevano parte dell’inconscio (teoria istintualistica).
Con l’età vittoriana la comunità scientifica accese sempre di più i riflettori, fino all’arrivo di Charles Darwin che nel 1872 pubblicò “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali”, in cui sosteneva che le nostre emozioni non fossero reazioni prefissate a uno stimolo, ma il frutto di processi evolutivi durati milioni di anni e tuttora in corso, che ci avevano aiutato a sopravvivere grazie al loro ruolo adattivo.
Gli emozionologi hanno discusso a lungo della teoria delle “emozioni fondamentali”, in quanto reazioni evolutive a situazioni universali ma, dato che le emozioni possono cambiare a seconda del periodo storico o del luogo fisico in cui ci si trova, non è stato trovato un accordo unanime.
Tra i difensori dell’esistenza delle emozioni fondamentali c’è in primis lo psicologo Paul Ekman (avete visto la serie televisiva “Lie to me” con Tim Roth nei panni di Cal Lightman, svolta sotto la consulenza dello stesso Ekman?), entrato tra le 100 persone più influenti al mondo, dopo aver vissuto con una tribù di indigeni in Papa Nuova Guinea e aver identificato un modo riconoscere le emozioni attraverso le microespressioni facciali (FACS – facial action code system), che possono dare un contributo nel rivelare se una persona mente o meno.
Nel 1995 arriviamo a Daniel Goleman con il suo “Intelligenza emotiva: che cos’è e perché può renderci felici”, che vede nell’intelligenza emotiva la capacità di percepire, valutare, comprendere, utilizzare e gestire le emozioni.
Le teorie delle emozioni possono essere catalogate in 3 grandi tipologie:
- fisiologiche, secondo cui sono le reazioni del nostro corpo a creare le nostre emozioni, come la teoria periferica di James-Lange o la teoria centrale di Cannon-Bard;
- neurologiche, secondo cui sono le reazioni del nostro cervello a dare avvio alle nostre risposte emotive, come nella teoria di Antonio Damasio;
- cognitive, secondo cui sono i nostri pensieri a scatenare le nostre emozioni, come nelle teorie di Schachter-Singer, di Magda Arnold o di Richard Lazarus.
Quello su cui siamo tutti d’accordo è che le nostre emozioni hanno un impatto notevole sulla nostra vita quotidiana e incidono enormemente anche nei nostri percorsi decisionali in borsa.
Esplora nel carosello come intervengono Gioia, Paura, Rabbia, Tristezza, Disgusto, Ansia, Invidia, Noia e Imbarazzo quando operi in borsa.
Secondo me all’appello manca ancora qualcuno, chissà se arriverà in Inside Out 3.
