Poniamo oggi l’attenzione su un bond corporate, uno dei pochi con taglio retail quotati in Italia, che è anche l’unico che l’azienda in questione (IVS group) ha a mercato.
L’ISIN è XS2049317808 e si tratta di una emissione a tasso fisso, da 300 mln, che paga una cedola del 3% ad ottobre di ogni anno, fino alla scadenza, che è peraltro molto ravvicinata (ottobre 2026): di conseguenza risulta virtualmente insensibile al rischio tassi, ma sicuramente legata al rischio emittente.

Vediamo quindi un po’ meglio chi è l’emittente.
IVS Group è una azienda che opera nel Food & Beverage, in particolare nella gestione dei distributori automatici e semiautomatici, ed è quotata sul listino Euronext STAR, con andamento del titolo molto molto buono nell’ultimo anno, con quotazione quasi raddoppiata e volumi medi visibilmente incrementati. I conti 2023, appena presentati, non sono affatto male, avendo registrato ricavi per 726 mln, con un aumento del 34% sull’anno precedente, così come il margine operativo lordo adjusted, aumentato del 26,2%. Anche l’utile netto è incoraggiante, essendo più che raddoppiato rispetto al 2022.
L’azienda sembra quindi aver superato il periodo difficile legato alla pandemia e ai conseguenti e ripetuti lockdown, che ne avevano comprensibilmente colpito il core business, come, ripetiamo, testimonia anche l’andamento azionario, nel grafico sopra riportato.
Non va comunque dimenticato che si tratta pur sempre di un’azienda che è tutt’altro che un colosso e che non gode di rating, oltretutto con un business che può anche essere piuttosto “volatile” a seconda delle contingenze.
Sveliamo quindi subito l’assassino, rispondendo prima della fine dell’articolo all’interrogativa metafora del titolo: non c’è un pasto gratis, ma c’è, però, una interessante opportunità da analizzare e poter prendere in considerazione in relazione al rischio.
Non resta quindi che vedere meglio di cosa si tratta.
Il bond sopracitato, dotato peraltro di una decente liquidità e di spread bid/ask non eccessivo, quota intorno a 96.4, per un rendimento a scadenza, tra 2 ani e 7 mesi, di quasi il 4.6% lordo che, se si considera che un BTP pari scadenza rende il 3.25%, non è disprezzabile, pur nella consapevolezza che si tratta di un confronto improprio, data la diversità dei titoli.
Già così se ne potrebbe quindi valutare un acquisto all’interno di un portafoglio variegato, se non fosse che il “nostro” bond ha anche l’opzione call ad ogni anno, ad un prezzo decrescente man mano che ci si avvicina a scadenza. Ad ottobre 2024 potrà infatti essere richiamato al prezzo di 100.375 oltre la cedola. Tale call sembra, ad ora, non essere presa in considerazione dal mercato, e questo rende molto conveniente puntarci, dal momento che, se si verificasse, il rendimento sarebbe ben più alto, superando il 10% e andando addirittura a poter scontare eventuali minusvalenze per la parte di guadagno in quota capitale: il che vuol dire poter trasformare gran parte dell’eventuale guadagno da lordo a netto.
Come si vede, sono quindi più d’una le ragioni per prendere in considerazione, con la giusta percentuale di portafoglio, questo bond:
- Azienda emittente che, seppur priva di rating, sembra in buona salute, come conferma l’andamento azionario e i risultati 2023
- Durata corta dell’investimento. indipendentemente dall’esercizio della call da parte dell’emittente, che permette di non doversi preoccupare del rischio tassi e delle oscillazioni dei mercati obbligazionari in generale, ad un rendimento comunque allettante
- Rendimento che diventa addirittura eccellente in caso di call tra 7 mesi
- Possibilità di utilizzare eventuali minus del proprio zainetto fiscale in caso di call, aumentando il rendimento dell’operazione
- Probabilità di call tutt’altro che trascurabile se si considera che è abitudine passata, sia di IVS che delle altre aziende corporate che emettono debito per mercato retail, quella di esercitare la call e rifinanziarsi senza attendere la scadenza, sostituendo quello a mercato con altro debito di nuova emissione (le ultime due che hanno fatto così cono Carraro e Alerion e la stessa IVS ha fatto così col precedente bond)
- Voci di corridoio fanno trapelare proprio che IVS si stia preparando a richiamare il bond a ottobre
